| Comunicato stampa "RODOS-RODI" Ceramiche mostra personale di Luisella Giobbi dall 11 maggio al 16 giugno 2002 al Dazio Grande di Rodi-Fiesso Luisella Giobbi in questa mostra presenta il risultato del lavoro di alcuni anni di ricerca e deve essere vista come viaggio immaginario dalla Grecia al Ticino. Viaggio e percorso ideale dalle isole del mediterraneo attraverso la penisola italica per giungere attraverso le Alpi al continente. Mostra che potrà avere diversi modi di lettura: quello delle forme semanticamente legate alla geografia delle isole, quello dellambito cromatico, per la binaria interpretazione dei colori della ceramica Attica e infine come viaggio allinterno della affascinante e complessa tecnologia delle Terre sigillate preziose e caratteristiche superfici delle ceramiche dellimpero Romano. Una parte delle opere è costituita da forme aventi una circolarità naturale, con profili morbidamente ondulatori e una finitura delle superfici estremamente controllata e lontana da ogni compiacimento materico. Il corpus centrale della ricerca si sviluppa lungo varianti formali apparentemente casuali ma, al contrario, suggerite dalle coste delle isole che si incontrano fra Rodos e le Cicladi. La sorprendente trasformazione semantica porta a sintesi formali di rimando prenatale in attesa di mutamenti orografici infiniti. Si tratta di opere uniche sia perché eseguite senza la mediazione di tecnologie ripetitive e per la particolare pittoricità impiegata nella applicazione delle patine argillose. Questa unicità viene confermata dal particolare impiego, per la cottura di queste opere, della Tecnica Raku di origine Giapponese che nacque appunto per conferire alle tazze della cerimonia del tè quella diversità naturale ricercata dalla filosofia zen. Particolare perché questo metodo di cottura in Luisella Giobbi percorre una strada diversa dai risultati materici ormai ampiamente diffusi a livello internazionale e sono conseguenza dellincontro con lartista Faentino Giovanni Cimatti. Si tratta dellimpiego della variante dallo stesso definita Raku Dolce che sottrae alle forme lesigenza delle tipiche argille grumose; conferendo al contempo controllo e purezza alle superfici, arricchendole ugualmente di nere, grandi e labirintiche linee di imprevedibile naturalezza. Infine una ultima particolarità legata alla vivacità degli aranci che dominano la scena della Mostra: si tratta di variazioni cromatiche derivanti da una particolare lavorazione dellargilla che appartiene allArte della Ceramica Attica e che ha trovato nel periodo dellimpero Romano ulteriore diffusione e importanza. Quello che appare infatti sorprendente è che si tratta del colore naturale di particelle finissime di argilla catturate dopo complesse decantazioni. Questa caccia ai colori vetrificanti ricavabili dallargilla, iniziata dai greci, continua a livello Artistico espressivo nel lavoro di molti artisti di fama internazionale fra cui Duncan Ross, Pierre Bayle, Tjok Dessauvage e Giovanni Cimatti. Luisella Giobbi non è da meno, col Suo lavoro dimostra che è possibile rielaborare e rendere contemporanee quelle che possono erroneamente apparire come tecniche antiche. Non da ultimo la scelta degli spazi espositivi del Dazio Grande di Rodi-Fiesso collocato in un punto di comunicazione fra la cultura Celtica e quella Romana che offre fra le sue collezioni una testimonianza di ceramiche ritrovate nella zona di Madrano. Terre Sigillate appunto. |
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