| Testi di Giovanni Cimatti, Faenza 1 - RAKU "DOLCE" - perchè? Lavorando con argille senza chamotte si possono fare forme con rifinitura elevata e soprattutto anche al tornio. Il metodo DOLCE consiste nell'estrarre le ceramiche a bassa temperatura e ottenere ugualmente un annerimento brillante delle superfici scoperte dal rivestimento vetroso. Raku Dolce è sfornare le ceramiche quando non sono più incandescenti ma la temperatura è ancora sufficiente a generare la combustione parziale della segatura che è posta a contatto col pezzo. Per le forme a Raku Dolce impiego argille senza chamotte e così posso ottenere superfici con elevata finitura anche con la foggiatura al tornio. Limpiego di argilla senza chamotte mi consente comunque di avere forme fino a 50-60 cm di diametro e con spessori di soli 3-5 mm. Quando finisco le superfici utilizzando le patine del genere Terra Sigillata posso effettuare le applicazioni a immersione su argilla secca senza rischio di rotture da eccesso di infiltrazione di acqua e ottenere la lettura di ogni dettaglio di eventuali bassorilievi come nelle Terre Sigillate Romane. Con le patine terra sigillata ottengo craquelés incredibilmente rarefatti, molto estesi e rapporti di arancio caldo e nero di derivazione attica. Se impiego vernici trasparenti o colorate ad esempio turchesi posso ottenere superfici pulite e cavilli molto anneriti 2 - RAKU DOLCE - le argille che devi usare Per fare un Raku Dolce si devono impiegare argille di fatto prodotte per fare il Gres ma che invece saranno cotte fra 900/1000°C Per fare una ceramica finita con la cottura a Raku Dolce si possono impiegare tutte le argille idonee alla tecnica Raku. Ma se la principale opportunità di questo nuovo metodo è quella di evitare la chamotte e quindi poter realizzare forme molto rifinite, occorre impiegare argille di fatto prodotte per fare il Gres senza graniglia aggiunta visibile. Queste argille da Gres progettate per cottura ad alta temperatura possono essere impiegate per fare il Raku Dolce se invece vengono cotte fra 900/1000°C. A questa temperatura sono porose e quindi mantengono un ottimo grado di elasticità strutturale che è favorevole per lestrazione a caldo dal forno. Si devono inoltre scegliere quelle che hanno il più basso coefficiente di dilatazione e che hanno un grado di resistenza agli urti accettabile e più vicino possibile a quello della terracotta; possibilmente di colore chiaro con greificazione indicata nella scheda attorno a 1200°C. e (importantissimo) con chamotte avente dimensione di mm 0,2. 3 - RAKU DOLCE con le Terre Sigillate finire una ceramica con l'impiego di sola argilla senza aggiungere coloranti ma che ha l'aspetto di legno, pietra o marmo e con la superficie che al tatto sembra seta. quando la forma si è essiccata la ricopro con una serie di ingobbi che hanno la funzione di rendere la superficie perfettamente omogenea. Preparo questi ingobbi con largilla stessa del corpo del pezzo o con altre argille indifferentemente a cui ho semplicemente tolto la chamotte fine e le sabbie finissime presenti. Queste applicazioni rendono sempre piu levigata e brillante la superficie fino alla applicazione dellultimo ingobbio bianco che rimarrà poroso per assorbire il nero dalla fumigazione. Sottolineo che la brillantezza della superficie risulta semplicemente dopo limmersione negli ingobbi e senza levigatura alcuna. Per ultimo applico un ingobbio di colore arancio che durante la cottura vetrifica impedendo il passaggio al fumo e quindi mantiene il suo naturale colore. (vedi anche Terra Sigillata) 4 - RAKU DOLCE - la cottura La temperatura massima di cottura che impiego di norma è attorno a 970°C. Le forme finite con gli ingobbi del genere Terra Sigillata devono essere cotte con un ciclo di almeno 8 10 ore in ambiente ossidante e con le forme che possono toccarsi ma non dove è stato applicato un ingobbio vetrificante. La mia temperatura di cottura è attorno a 970°C. Questa temperatura non è però vincolante ma dovrà essere individuata considerando che si tratta di ottenere delle terrecotte porose. Per ottenere il nero da fumo, questo deve penetrare nella microporosità rimasta aperta degli ingobbi; sarà quindi di particolare importanza porre attenzione a non superare il punto termico della loro vetrificazione o sinterizzazione perché una volta chiusi i pori non sarà più possibile farvi entrare il fumo. Questa cottura è simile alla cottura tradizionale a biscotto anche se le ceramiche sono finite a ingobbi. Se la cottura a biscotto è eseguita in un forno elettrico convenzionale si deve attendere il naturale raffreddamento delle ceramiche che dovranno essere trasferite in altro forno per il trattamento a Raku Dolce. Se diversamente il forno è idoneo ad essere aperto caldo, sarà possibile effettuare in uscita la riduzione a Raku Dolce. 5 -RAKU DOLCE - Fumo leggero a segatura Questa parte distingue il mio Raku. Tutto sulla temperatura di uscita dal forno. Non caldo non freddo, senza fretta e poco fumo ....... Dolce Fare un Raku Dolce è esperienza che affascina per la semplicità del metodo di cottura. Le forme finite con gli ingobbi del genere Terra Sigillata e cotte in ciclo lento e distanziate, saranno poi trasferite in un forno da Raku ma questa volta anche appoggiate fra di loro e portate a circa 550 600°C. Raggiunta questa temperatura si inizierà a estrarre un pezzo alla volta, con le pinze, e si richiuderà il forno ogni volta. Questa temperatura va mantenuta tenendo il forno sempre acceso. Si deve fare attenzione a non graffiare le superfici in Terra sigillata e per questo consiglio di ricoprire le punte metalliche delle pinze con tela di cotone; tela che inizierà a bruciare debolmente ma che verrà difesa introducendola, dopo ogni estrazione, in segatura umida. Questa copertura di cotone può consentire fino a 40 estrazioni prima di essere sostituita. Funzionano molto bene anche pinze di legno o la presa diretta con guanti idonei e pezzi di cartone. Estratta quindi la ceramica dal forno dovrà essere ricoperta completamente di segatura di pino. Per fare questo consiglio di utilizzare una grande scatola anche di cartone dove dentro inumidire una prima quantità di segatura. Mantenere la segatura umida consente di ridurre il fumo al minimo, evitare che bruci di continuo e di poterla quindi riutilizzare per molte volte. Si procede facendo, nella segatura umida, un nido avente la forma del pezzo. Si aggiunge nel nido uno strato di segatura asciutta, si appoggia la ceramica calda, si spolvera sul pezzo altra segatura asciutta che farà fumo e con rapidità si ricoprire tutto con altra segatura umida. Il tempo necessario per lannerimento è di pochi secondi; dopo già 10 secondi è possibile muovere la segatura cercando di mescolare quella bagnata con quella asciutta a contato del pezzo. La segatura umida abbasserà la temperatura della ceramica e bloccherà la produzione eccedente di fumo. Dopo due minuti anche un piatto del diametro di 47 cm può essere già estratto dalla segatura senza problemi. Diversamente dagli altri tipi Raku con questo metodo Dolce, applicato agli ingobbi del genere Terra Sigillata, la pulizia consiste nella semplice eliminazione della polvere di segatura. 6 - RAKU DOLCE - con rivestimenti vetrosi Il Raku Dolce è un metodo di cottura che è aperto ad ogni tipo di finitura quindi anche con vernici trasparenti. Questa tecnica Dolce se da un lato prevede il fondamentale impiego di ingobbi e patine non esclude limpiego dei tradizionali rivestimenti vetrosi. Il metodo Dolce permette anzi di avere rivestimenti con cavillature annerite a fumo molto interessanti. Lunica tecnica che viene esclusa dal metodo Dolce è quella a Lustri di Rame o Argento. Tecnica che è tipica del genere Raku Americano dove queste iridescenze si ottengono in particolare con riduzione di ossigeno in contenitori di metallo e con rivestimenti incandescenti. Qualora si desideri applicare rivestimenti vetrosi, il corpo ceramico dovrà essere lavorato e biscottato come previsto per le Terre Sigillate. Potranno quindi essere applicate delle vernici trasparenti sia su di un fondo di ingobbio ancora poroso che su una patina di ingobbio vetrificato. Si possono incontrare delle difficoltà ad applicare rivestimenti vetrosi sulle parti di patina che non assorbe acqua ma si può ovviare tenendo le vernici molto dense o con limpiego di colle leganti. Queste ceramiche saranno poi trasferite in un forno da Raku e portate a temperatura di maturazione delle vernici applicate e di seguito si esegue il metodo di riduzione a Raku Dolce. In questo caso la pulizia delle parti vetrose potrebbe richiedere una leggera e facile abrasione con limpiego di un panno umido e argilla. |
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