L'argilla attraverso i secoli

La ceramica greca: Minoica, Attica, Corinzia, Rodiota, Laconica. Tipologie diverse elaborate con tecniche simili

La terra sigillata: i vasi Aretini ed altri. La ceramica più diffusa nell'Impero Romano


L'argilla attraverso i secoli

L'arte della ceramica e' una delle piu' antiche e primitive attivita' dell'uomo, sviluppatasi in tutto il mondo come dimostrano i reperti archeologici delle diverse culture ed epoche della storia dell'uomo.

I primi oggetti di ceramica hanno fatto la loro comparsa quando l'uomo ha cominciato a vivere in un luogo fisso in una forma di societa' agraria.


Neolitico - Eta' del Rame (VII-III millenio a.C.)
Nel neolitico inizia la produzione di ceramica vascolare distinta in ceramica d'impasto fine per la mensa (scodelle, boccali, vasi a fiasco) ed in ceramica d'impasto grossolano per la cottura e la conservazione delle derrate (orci, orcioli). Sono presenti anche ceramiche non vascolari di uso domestico (cucchiai, fusaiole) e di tipo cultuale (statuette femminili e pintadera). La tecnica di lavorazione piu' diffusa, documentata anche nell'eta' del Rame, e' quella a "colombino" alla quale si affianca, in un secondo tempo, quella a stampo.

La decorazione vascolare piu' diffusa e' quella ottenuta ad incisione ed impressione, per la ceramica fine, ed a cordoni, per la ceramica piu' grossolana. Nell'eta' del Rame e' inoltre documentata la decorazione a "pettine" e a "scaglie".


Eta' del Bronzo (II millenio a.C.)
Nell'eta' del Bronzo si afferma la produzione della ceramica che continua ad essere distinta in ceramica d'impasto fine per la mensa (scodelle, tazze, bicchieri) ed in ceramica d'impasto grossolano per la cottura e la conservazione delle derrate. Inizia in questo periodo la produzione di grandi contenitori (dolii) realizzati probabilmente da artigiani semispecializzati. Sono presenti anche ceramiche non vascolari di uso domestico (cucchiai, fusaiole, fornelli, palette, vasetti miniaturistici) e di tipo cultuale (statuette antropomorfe, animali e carretti).

La tecnica di lavorazione piu' diffusa, e' quella a "colombino", alla quale si affianca quella a stampo e a  battitura. La decorazione vascolare piu' attestata e' quella a solcature, ad incisione e a coppelle o impressioni, documentata sulla ceramica fine, e quella a cordoni e bugne, documentata sulla ceramica d'impasto piu' grossolano. 
Fin dal 3000 a.C. le grandi civilta' dell'area mediterranea crearono ceramiche di altro livello artistico utilizzate nelle diverse cerimonie, oltre a realizzare manufatti più semplici destinati alla conservazione e cottura dei cibi.
All'inizio la ceramica era un''attivita' domestica. Piu' tardi, con la maggiore conoscenza degli impasti, questo lavoro veniva eseguita da artigiani per l'intera comunita', come presso gli Etruschi gia' durante il IX secolo a. C.
Nel secolo seguente si faceva gia' uso di argille depurate e i vasi venivano modellati al tornio con tecniche ancora in uso ai giorni nostri.


Eta' del Ferro - Eta' Etrusca (IX-IV sec. a.C.)
Nella prima eta' del Ferro si introduce l'uso di stampini in argille e legno per la decorazione geometrica e figurata della ceramica che continuava ad essere foggiata con la tecnica del colombino. In eta' Etrusca, con l'introduzione del tornio a mano*, la produzione della ceramica comincia a diventare di tipo specializzato e si diffonde l'uso della ceramica fine depurata (prima il bucchero e poi la ceramica etrusco-padana). La ceramica si distingue ora tra ceramica depurata o ceramica fine da mensa (scodelle, tazze brocche, boccali, calici) e ceramica d'impasto per la cottura e la conservazione delle derrate (olle, tegami, dolii).

Sono presenti anche ceramiche non vascolari di uso domestico (fusaiole, rocchetti, fornelli, pesi da telaio) e laterizi (coppi, tegole). La tecnica di lavorazione più diffusa e' quella al tornio, per la ceramica, ed a stampo per la produzione di laterizi, antefisse e coroplastica. La decorazione vascolare e' soprattutto dipinta. 

*Nascita e diffusione del tornio
Il tornio comincia ad essere usato in medio Oriente in eta' neolitica, nel corso del quarto millenio a.C.
In Egitto compare all'inizio del terzo millenio.
La scoperta del tornio non comporto' soltanto un'innovazione tecnologica, consentendo di produrre meglio e più velocemente i vasi, ma ebbe dei riflessi sociali, segnando il passaggio da una produzione di tipo domestico ad una di tipo specializzato, con la formazione di "botteghe" di ceramisti dediti soltanto alla produzione di ceramica. Un quadro di tale innovazione e' offerto da alcune raffigurazioni egizie con ceramisti all'opera: il tornio veniva azionato a mano, direttamente dal vasaio, per la produzione di piccoli vasi, o da un aiutante, per la produzione di vasi di maggiore dimensione.

All'inizio del II. millenio il tornio e' presente anche nell'Egeo e in Grecia ed è documentato nell'Italia meridionale già nel XII sec.
Solo a partire del VII secolo a.C. l'uso del tornio si afferma in Italia in maniera diffusa. Con le conquiste romane, il tornio si diffonde anche in altri paesi dell'Europa fino a giungere nel I sec. a.C. in Inghilterra.


Eta' Romana - Tardoantico (II sec. a.C. - VI sec. d.C.)
In eta' Romana si produce la ceramica con l'uso del tornio e delle matrici ed i laterizi con l'uso di stampi e telai. Si diffondono dei veri e propri complessi produttivi e spesso sulla ceramica compare la firma del produttore ottenuta con l'uso di stampini. I marchi di produzione sono documentati su ceramica, anfore, lucerne e laterizi.

La ceramica si distingue tra ceramica fine da mensa (piatti, scodelle, tazze, brocche e boccali, in ceramica a vernice nere, in terra sigillata ed in ceramica verniciata) e ceramica d'impasto o rozza terracotta per la cottura e la conservazione delle derrate (olle, pentole, tegami). Sono presenti anche ceramiche non vascolari di uso domestico (lucerne, pesi da telaio), fittili destinati all'edilizia (coppi, tegole, mattoni, mattonelle pavimentali) e alla sfera culturale (coroplastica). La decorazione vascolare e' sia a rilievo con figure di tipo geometrico, floreale, mitologico e antropomorfo (terra sigillata, pareti sottili, lucerne), sia graffita e a barbottina (pareti sottili, lucerne), sia impressa (sigilli) per citare gli esempi più significativi. 

Le tecniche di lavorazione in eta' Romana
In eta' Romana le tecniche di lavorazione piu' diffuse sono al tornio e a stampo o matrice. Con lo stampo si producevano diversi manufatti: laterizi, coroplastica, antefisse, lucerne, vasi in terra sigillata con decorazione a rilievo.
Per quest'ultima produzione si fabbricavano delle apposite matrici in terracotta, nelle quali erano impresse le decorazioni figurate o geometriche e la firma del produttore. Fissata la matrice al centro del tornio con dell'argilla si procedeva a foggiare il vaso, facendo aderire alle pareti interne dello stampo, grazie alla pressione delle dita del vasaio e alla rotazione del torni, l'argilla necessaria a modellare il vaso. Il vaso asciugandosi si staccava facilmente dalla matrice, dopo di che si procedeva ad incollare, con dell'argilla liquida (barbottina), il piede, tornito a parte, e le eventuali anse. Successivamente il manufatto veniva immerso nella vernice o barbottina (argilla depurata molto liquida ricca di ossido di ferro).
Con la cottura, la vernice assumeva un coloro rosso lucente, tipico della terra sigillata.
La maggior parte dei vasi in terra sigillata era prodotta al tornio senza l'uso di matrici. I vasi potevano essere lisci o decorati: con decorazioni a rilievo, ricavate da stampini e applicate con argilla liquida dopo la tornitura; con decorazioni a rotellature, applicate con rotelle in terracotta; con decorazione a barbottina, utilizzando un sacchetto in pelle con beccuccio dal quale si faceva uscire argilla liquida. Questa tecnica fu molto usata nella produzione di ceramica a pareti sottili.
In eta' romana la produzione e' sia di carattere artigianale sia di tipo quasi industriale.

Alto Medioevo (IV - X sec. d.C.)
Nell'alto Medioevo continua la produzione di ceramica con l'uso del tornio a mano. Si produce quasi esclusivamente ceramica grezza (olle, pentole, catini-coperchi), destinata prevalentemente alla cottura dei cibi. La decorazione vascolare e' soprattutto incisa ed ottenuta con l'uso di un "pettine" o di una punta d'oso o legno.

Basso Medioevo (X - XV sec. d.C.)

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La ceramica greca: Minoica, Attica, Corinzia, Rodiota, Laconica.
Tipologie diverse elaborate con tecniche simili

La ceramica greca in senso lato rappresenta probabilmente la più efficace documentazione sull'evoluzione di quest'arte nell'antichita' mediterranea.
Tra le altre importanti, proprie, peculiarità che il mondo greco antico ci ha permesso di conoscere attraverso lo studio delle ceramiche emerge il fattore tecnico.
Intorno ai VI e V a.C. si realizza infatti in Grecia la condizione per cui, insieme allo sviluppo di tutte le discipline umanistiche e scientifiche, anche il mondo dell'arte figurativa raggiunge il suo apice e sorvolando sulla miriade di meravigliose opere realizzate con altre materie e tecniche, poniamo l'accento su quella che stiamo trattando: la ceramica.
Il controllo pressoche' totale della conduzione delle fornaci durante la cottura, la ricercatezza delle forme, l'estremo grado di attenzione e competenza nella preparazione dei materiali, l'arte eccellente di illustri pittori, sono i fattori hanno innalzato il prodotto ceramico ad opera d'arte vera e propria.

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La terra sigillata: i vasi Aretini ed altri.
La ceramica più diffusa nell'Impero Romano

Il termine "Aretini" e' derivato dalla grande quantità di reperti archeologici di cui gli oggetti riprodotti sono copie fedeli, trovati nell'area archeologica di Arezzo.
Questa tipologia ceramica rappresenta paradossalmente il perfezionamento ad uso quasi industriale delle tecniche ceramiche conosciute sino al I-II sec. a. C. e contemporaneamente la decadenza dell'arte della ceramica antica.
Infatti con l'uso di stampi o matrici, di questi oggetti, sono state prodotte copie in gran numero ad uso e consumo di clienti che non potevano acquistare il costoso vasellame metallico (generalmente argenteo) ugualmente decorato con fregi e bassorilievi.
La materia povera (l'argilla) costituente sia il corpo del vaso, sia la "vernice" che lo copre e lo impermeabilizza conferendole il tipico colore, rese economica questa produzione di serie. La riproduzione meccanica banalizzo' in qualche modo anche il lavoro, talvolta raffinatissimo, degli artisti che crearono per queste forme, complesse decorazioni a soggetto mitologico o allegorico.

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